Fabio Morreale, ufficializzata la candidatura a sindaco

E’ ufficiale: Fabio Morreale é il candidato sindaco di Nuova Tortona.  La scelta è stata soprattutto un gesto di responsabilità, vista l’attuale difficile situazione in cui versa Tortona, ma la nostra Città è cosí compromessa che non ci sembrava più possibile né corretto non farci coinvolgere in prima persona. La nostra rivoluzione sociale e culturale pacifica è ben espressa dai punti principali del programma, semplice ed immediato, che ha come filo conduttore il rilancio tortonese a 360 gradi, che interpreta la realtà senza false promesse o proclami e che emerge dal contatto diretto con le esigenze ed i problemi dei cittadini i quali, secondo noi, devono diventare i veri, attivi soggetti di una buona amministrazione. Rilancio economico, turistico e culturale. Promozione di associazionismo ed imprenditoria. Fondazione dell’ Accademia del Gusto a Marchio Derthona. Progetto Giovani per i Giovani. Creazione di Azienda Municipalizzata (utilizzando la gia’ esistente ATM) che gestisca i servizi cittadini , quali tra gli altri Trasporti e Rifiuti  Apertura di ufficio preposto alla raccolta e gestione immediata delle istanze riguardanti i disagi della cittadinanza (ad esempio le buche stradali etc..). Coordinamento delle forze disponibili per la sicurezza pubblica. Razionalizzazione dei servizi sociali e della macchina comunale. Revisione dell’ attuale piano scolastico.   “La lista che proporremo sarà, per precisa scelta, composta da persone mai prima elette nei ranghi della vecchia politica cittadina. Ciò che le distingue è l’onestà, l’ umiltà, la forte motivazione, le capacità individuali, il desiderio di lavorare insieme per lo stesso progetto.Ciò che le accomuna è l’ amore per la città ed il sogno di vivere in una vera comunità pulita, sicura, che abbia a cuore la...

Ancora avanti per il bene di Tortona!

Preso atto dell’odierna sentenza di non ammissibilità del ricorso contro la vendita delle reti del gas da parte di ATM presentato in qualità di Cittadini Tortonesi e utenti del servizio di distribuzione del gas, rimaniamo fermi nella nostra convinzione che ciò che deve prevalere in tutta la vicenda, dentro e fuori dai tribunali, è l’interesse della Città di Tortona e di ogni singolo Cittadino. Siamo tutt’oggi convinti che, nel nome della trasparenza e della legalità, le reti del gas devono rimanere di proprietà pubblica. La sorprendente decisione dei giudici tortonesi di rigettare il ricorso non entra nel merito della vicenda, come prevedibile, ma si basa esclusivamente su aspetti formali e cavilli legislativi, sentenziando in buona sostanza che in tale situazione i Cittadini non sarebbero un soggetto legittimato a ricorrere contro la vendita di un bene pubblico di tale importanza. Tra le righe della sentenza si legge una compromissione dei diritti dei Tortonesi che, a quanto pare, non avrebbero il minimo diritto di “intromettersi” se le proprietà pubbliche vengono svendute in modo opaco e discutibile. Il principio per cui la Cittadinanza non sarebbe legittimata a difendersi in situazioni del genere utilizzando tutti i mezzi giudiziari a propria disposizione creerebbe di fatto una situazione pericolosa in cui ogni Amministrazione sarebbe libera di disporre in ogni modo dei beni della collettività senza rendere conto ai Cittadini e senza che questi ultimi abbiano il benchè minimo potere di intervenire in tribunale a tutela dei propri diritti. Per questo motivo, insieme ai nostri legali, vaglieremo con attenzione la possibilità di ricorrere in Appello, sempre convinti di volerci mettere in gioco in prima persona perché gli interessi di Tortona e dei Tortonesi ritornino ad essere più importanti degli opachi maneggi politici...

Doverose puntualizzazioni sulla TARES

In un’intervista concessa al sito web Oggicronaca, Daniele Calore, Assessore all’Ambiente del Comune di Tortona risponde alle polemiche sorte in seguito alla rimodulazione della TARES che premia le banche (-61%) e colpisce duramente, fra gli altri, i ristoratori (+23%). “La lista civica Nuova Tortona e  tanti cittadini dopo l’ articolo sulla Tares – dice Calore – si sono indignati, ma per dovere di cronaca faccio una considerazione politica ed una di natura tecnica al fine di dare, attraverso il Oggi Cronaca,  un contributo a tutti i lettori. La prima e’ che il decreto Ronchi, con il coefficiente di produzione di rifiuto presunto, penalizza in modo massiccio i ristoratori, i negozi di fiori , le pizzerie al taglio e tutte quelle aziende  che hanno subito l’aumento e facilita come al solito le uniche che guadagnano sempre ovvero le banche. Quindi non è il Comune che facilita gli istituti di credito e penalizza gli altri, ma sono i nostri politici romani!” “Ora – aggiunge – mi preme spiegare in poche righe come avviene la determinazione della tariffa e cosa abbiamo fatto noi, Comune di Tortona,  per dare un piccolo aiuto a quelle poche attività che resistono ancora. Per legge il costo del servizio (nel nostro caso circa 6 milioni di euro) deve essere spalmato sulle attività domestiche (le famiglie) e quelle non domestiche (esattamente 31 tipologie di attività commerciali e produttive) con una percentuale di incidenza. Noi per dare un attenzione maggiore alle aziende e non pesare troppo sulle famiglie abbiamo deciso di modificare questa percentuale , caricando di un punto percentuale in più le famiglie rispetto agli anni passati, ovvero...

Nuova Tortona contesta il Comune sulla Tares

Tutti noi ci chiediamo in base a quale criterio democratico e soprattutto di lungimiranza sull’incentivazione dell’economia locale sia stato messo in atto da parte dell’Amministrazione Comunale questo intervento per favorire le attività economiche facendo pagare meno alle utenze non domestiche la Tares, la nuova tassa di smaltimento dei rifiuti. Come ha potuto L’assessore all’ambiente, Daniele Calore, avendo dati e tabelle alla mano, di 1.978 tra commercianti, enti, artigiani, esercenti e liberi professionisti sui 2.411 che operano in città, ripartire gli sconti e le maggiorazioni decise su chi pagherà di meno e chi di più la tassa sui rifiuti? Com’è possibile affermare di essere uno dei pochi Comuni in cui si tutelano e si hanno a cuore le categorie produttive? Tutti noi ci domandiamo perchè alle banche venga ingiustamente applicato uno sconto del 61 per cento, mentre a chi lotta da tempo per cercare di sopravvivere a questa crisi economica inesorabile (trattorie, ristoranti, pizzerie, locali notturni e per i beni di prima necessità), cercando di rendere la citta’ piu’ fruibile ai giovani (che sembrano ormai da tempo fuggiti da una città ormai diventata fantasma) da punto di vista turistico, con la promozione del territorio e dei prodotti tipici locali, concretamente cercando di ripopolarla, venga resa la vita impossibile, obbligandoli così, prima o poi, alla inesorabile chiusura. Noi tutti ci auguriamo una prossima correzione di questa avventata ed impopolare manovra da parte dall’Amministrazione Comunale che riporti equità e ragione nella modulazione della...